In Economia esiste solo il Profitto?

Autore: Luigino Bruni
188 pagine, € 18,50, Ed. EGEA - Università Bocconi, 2015

   Come si concilia il Mercato, regno del denaro e del profitto? Il dono è davvero bandito dal nostro sistema economico?

   Luigino Bruni, ne "Il Mercato e il dono. Gli spiriti del capitalismo" ci chiarisce davvero le idee!

   Il denaro, nato per facilitare gli scambi, è diventato ben presto per l'uomo fine a se stesso. Da strumento a fine quindi.

   Molte delle realtà moderne, a dire il vero, sono nate in un'ottica di dono e di aiuto, pensiamo ad esempio ai banchi, divenuti poi banche, o ai monti; tutto il sistema creditizio, come il sistema della sanità e dell'istruzione, deve una parte importante della sua origine a un fine filantropico, di dono.

   E l'impresa, come si muove in questo sistema?

   Luigino bruni ci accompagna attraverso i secoli e ci mostra che la separazione fra "religione" e "mondo", con la conseguenza demonizzazione di quest'ultimo, abbia creato le condizioni per l'affermarsi dell'idea del profitto come unico elemento di valore, e quindi condizionato la gestione stessa delle imprese e delle organizzazioni finanziarie in tutto il mondo.

   Una delle questioni fondamentali è ben sottolineata in questo passaggio:

Parole come dono, gratitudine, amicizia, perdono, gratuità, che tutti riconosciamo essere fondamentali per le relazioni famigliari, sociali, comunitarie, devono essere tenute assolutamente fuori dai luoghi di lavoro, perché improprie, inefficienti, e soprattutto pericolose. Se andiamo oltre la retorica delle squadre di lavoro e guardiamo bene dentro le dinamiche reali di queste nuove imprese capitalistiche, troviamo dirigenti sempre più soli che interagiscono con altri individui soli, in rapporti funzionali e frammentati con tanti partner e responsabili che variano in base al task e al contratto. In queste organizzazioni c’è più gerarchia di quelle tradizionali, anche se si presentano con un look partecipativo.

    Da qui si parte per rivalutare, o meglio mettere sotto una luce nuova il concetto di lavoro. Lavoro come dono perché l'Impresa ha bisogno ...

L’impresa – e sta qui un altro paradosso fondamentale delle nostre moderne organizzazioni – ha bisogno proprio di quanto non può comprare dal lavoratore: del suo entusiasmo, delle sue passioni, della sua gioia e voglia di vivere, della sua creatività, del suo cuore.

    Questa parte immateriale del lavoro può essere solo donata, da qui si passa a considerare che la fiducia è vera come tale solo in quanto vulnerabile, disposta ad essere ferita.

   Si passa quindi a un excursus che ci presenta circostanze e personaggi che sono stati messi da parte dal pensiero dominante, e quindi al fondamento dell'Economia Civile attraverso questo modello, sempre più studiato, si passa dal concetto di profitto al concetto di valore.

   Il Mercato e il dono, in effetti è una bellissima narrazione che ci aiuta a comprendere che inseguendo profitto, esasperando il risparmio, non considerando tutti gli altri elementi che fanno dello scambio un'occasione di incontro e di valorizzazione dell'essere umano.

         Gian Luca Pallai

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